In rotta Verso Sud

I romani lo chiamavano “mare nostrum”, noi oggi parliamo di bacino del Mediterraneo, ma in qualunque modo lo si definisca il mare è sempre uguale a sé stesso. Immutabile, fermo eppure mosso, culla ma anche abisso di morte, ponte fra i popoli e via di invasioni, il mare ha sempre affascinato il cinema. Fonte di ispirazione poetica, perché conserva in sé il germe del mito e la storia dei Sud lo ha attraversato interamente. In lungo e in largo, il mare ha qualcosa da dire, e anche nel suo infinito silenzio non smette di cantare. Così il mare è suggestione, panorama di molti film  che parlano di immigrazione, che bucano da vicino la realtà oggettiva del Sud eppure ne colgono la forza creativa, un’indole generatrice sempre di cose nuove.

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Giunto alla sua terza edizione, il Festival del cinema mediterraneo, più noto come rassegna “Verso Sud”, ha preso il via lo scorso 25 luglio nell’arena Neri dello spazio Catonateatro di Reggio Calabria, per narrare ancora il Sud, e con esso quest’anno, anche il mare che lambisce tante esistenze. Con la direzione artistica affidata come di consueto a Nicola Petrolino, esperto emerito di cinema mediterraneo, di cinema impegnato e più spesso fuori dai canoni commerciali, il programma di “Verso Sud” si compone di tante pellicole inedite, ma ha aperto i battenti con la comicità di Ficarra e Picone, dal film “Anche se è amore non si vede”, e si concluderà con un film storico. “Kaos” dei fratelli Taviani, infatti, chiuderà la kermesse lunedì 27 agosto, con un omaggio anche a Pirandello.

Per prendere visione del programma basta cliccare sul seguente sito: http://www.catonateatro.it/home.php

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Musica da “briganti”

Eugenio Bennato, punto di riferimento per la musica popolare italiana giovedì 20 gennaio presenterà in FNAC Torino (Via Roma 50) il suo “Brigante se more. Viaggio nella musica del Sud” (Coniglio Editore). Sarà accompagnato da Giulio Tedeschi. Il libro, di nuova pubblicazione, descrive la resistenza del popolo meridionale all’invasione piemontese del 1860, illustrandola con una serie di rare foto d’epoca. “Brigante se more” è anche la storia della ballata omonima, scritta da Bennato negli anni Settanta e diventata nei decenni un inno per migliaia di giovani appassionati.

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Nel segno di Peppe Valarioti

Hanno solo trent’anni e quando i primi omicidi politici alla fine degli anni ’70, scalfivano la quiete delle estati calabresi, loro erano appena nati. Eppure, non è mancato il coraggio di riaprire una pagina storica dolorosa per la Calabria e soprattutto per Rosarno, nella provincia reggina. Balzata agli onori della cronaca in questo lungo inverno, per la rivolta degli immigrati, Rosarno e un giovanissimo segretario di sezione del Partito Comunista Italiano, sono i protagonisti de Il caso Valarioti, con i contributi di Giorgio Bocca, un inviato del Nord a Sud, Enrico Fontana, giornalista ed esponente della società civile, Giuseppe Smorto, condirettore di Repubblica.it, e la prefazione di Filippo Veltri, caporedattore di Ansa Calabria.

Scritto a quattro mani da Danilo Chirico e Alessio Magro, Il caso Valarioti, edito Round Robin, viene pubblicato a trent’anni dall’assassinio di Giuseppe Valarioti, rosarnese, docente precario, intellettuale, attivista politico, convinto che politica e cultura fossero le armi giuste per attuare il cambiamento, per dare un’opportunità al suo paese. Il 10 giugno 1980, il PCI, in Calabria, otteneva la sua vittoria, ma per Peppe Valarioti, troppo abituato a parlare, a caldeggiare certe verità, è l’ultima festa insieme ai compagni di partito. Viene freddato dalla nascente ‘ndrangheta quella stessa notte, e su di lui cala il silenzio. Mentre sul territorio della Piana, cala la scure del compromesso affaristico, un oblio mafioso che ancora oggi non vede via d’uscita.

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Adriano Modica e gli altri

Non è per caso il tempo di uscire la testa fuori dalla sabbia e discutere seriamente di musica sperimentale? Anzi diciamo musica indipendente. Una volta per tutte diamo voce a chi l’ascolto e l’attenzione se la deve guadagnare con fatica, a suon di serate live a buon mercato e sudore sparso sui palcoscenici più vari. Night club, pub e poi… forse, teatri, in pieno stile cult, ma solo se riesci ad avere finanziamenti, umani e in denaro, per farti produrre. Vi basta? Per dire quanto è difficile la realtà italiana, specie quando i talenti vengono dal profondo Sud, non basta vedere la proliferazione di proposte, non basta dire che allora va tutto bene.

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