Un ponte di solidarietà

“Un braccio per donare, due bracciate per unire”. Non è solo un motto coniato per l’occasione, bensì lo spirito di fratellanza che anima la sesta edizione della traversata dello Stretto organizzata dalla Fidas, federazione italiana associazione donatori di sangue, insieme al coordinamento giovani, alla sezione calabrese e all’Adspem. A fare il tifo per questa iniziativa anche Regione, Provincia, Comune di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni, la lega navale e tanti altri partners locali e nazionali. Una bella sfida, ma anche un modo per mettere l’attenzione su un tema tanto ostico, quanto doveroso nella quotidianità: donare sangue.

La manifestazione prenderà il via il 27 luglio sul lungomare di Catona (RC). Due giorni impegnati fra il trofeo giovani Fidas di beach volley e i campionati nazionali di kasinji, una pratica sportiva olistica nata recentemente in Giappone, ma con contaminazioni brasiliane.

Il rush finale ovviamente è affidato alla staffetta a nuoto il 29 luglio, che comprenderà il tratto fra Cannitello (RC) e Punta Faro (Ganzirri Sicilia). Appena tre chilometri di mare, laddove è più facile unire il continente con la Trinacria, per dire che tutto è possibile, anche sfidare Scilla e Cariddi, le correnti mostruose dello Stretto, o restare impigliato nella rete delle sirene. Ma se questo è possibile per atleti disabili, allora ogni giorno è possibile compiere un gesto di solidarietà: donare sé stessi attraverso una goccia di sangue.

A fianco dei donatori di sangue Fidas anche alcuni atleti, campioni nello sport e nella vita. Roberta Cogliandro, campionessa italiana di nuoto paralimpico, Anna Barbaro, nuotatrice non vedente, Giusy Versace, unica atleta con amputazione bilaterale e in corsa per Londra 2012, Francesco Vespe, atleta carabiniere con sette ori alle spalle e Nicola Bolzonello, già sul podio alla Coppa del mondo sui 10 chilometri in Brasile/Messico e campione italiano di nuoto in acque libere.