Un amore grande così

Romana Petri scrive un romanzo nostalgico. Ma in che senso? Se è vero che alla Imageprecarietà delle sovrastrutture culturali o istituzionali si somma la precarietà delle coscienze, allora l’instabilità ammorba anche i nostri sentimenti. Ed è così, che di equilibri precari, di fili delicati, di promesse sfocate è fatto questo amore che lega l’Umbria, il suo odore di bosco ancora bagnato, all’Argentina, dove tutto sa di sole e vento e mare e colori procaci. E’ una sfida questo amore cantato con tanto vigore in tempi di precarietà umana, una sfida anch’essa problematica, almeno agli occhi di Alcina, la protagonista. Una sfida che poi diventa il racconto lungo una vita, una vittoria sulle ombre del passato: amore su amore. Non c’è altro che voglia Alcina, anche se non ci crede; non c’è altro che voglia donare Spaltero. In una fase storica in cui, oltre alle economie, vacillano di riflesso persino i nostri sentimenti più intimi e puri, Romana Petri ha il coraggio di puntare sull’amore “per sempre”, dove il matrimonio non contribuisce a mettere una lapide, ma fortifica giorno dopo giorno il sogno, la promessa, il suggello di qualcosa in cui non crediamo, proni all’individualismo o anche solo per pigrizia.

“Tutta la vita”, edito Tealibri – Longanesi (marzo 2013), fin dal titolo ci da una misura; niente di contorto, niente di difficile, solo il desiderio di non scendere a patti col destino più nero e rimandare indietro le parti oscure di noi stessi, dove uomini e bestie e rancori e morti e illusioni si confondono con la tenuità del crepuscolo.

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Una donna per la libertà!

Questa è Yoani Sanchéz. Non una qualunque. Di mestiere giornalista e blogger, come scelta di vita ha preferito “dire la verità”. Ed è per questo che la sua esistenza, quotidianamente è minacciata dalle difficoltà, ma soprattutto dalle “chiusure” a cui è sottoposto il suo paese: Cuba.

Per anni è stato il paradiso privato di Fidel Castro, ma ora Cuba è sotto il pugno di Raul Castro. Con lui, fratello di Fidel, qualcosa si è mossa, ma l’attivismo politico, le dimostrazioni libere, gli scioperi, il manifestare il proprio dissenso o anche solo il proprio pensiero, sono ancora reati nel paese latino. Allora Yoani Sanchéz, come molti altri blogger, danno battaglia con quello che hanno in mano: la scrittura.

Mi viene in mente una massima di Ugo Foscolo, uno dei più grandi poeti della nostra letteratura, precursore del Romanticismo, patriota italiano (all’epoca esistevano, oggi sono una razza estinta) contro la dittatura napoleonica, che con il trattato di Campoformio (1797) aveva svenduto la Venezia Giulia agli Austriaci:  altro che Napoleone il liberatore!

«Scrivete! Perseguitate i vostri nemici con la scrittura».

Questo proclamava Foscolo senza timore. E così Yoani Sanchéz, oltre duecento anni dopo, perseguita i suoi nemici scrivendo sul suo blog Generación Y, che le ha dato rinomanza mondiale. Eppure, gli abitanti dell’isola di Cuba, non hanno modo di interagire con Yoani, né di leggere i post del suo blog, che in Italia vengono tradotti da Giordano Lupi e pubblicati su LaStampa.it/GeneracionY e dalla rivista Internazionale. Yoani, ha creato il blog sul web, grazie all’aiuto di un server tedesco.

Pur essendo Yoani Sanchéz una delle voci più influenti della realtà cubana, la censura ufficiale si abbatte come una mannaia su internet, in modo da tenere i Cubani al “buio”. Le pagine del blog, sono state spesso vandalizzate, probabilmente da incaricati del governo, in modo da screditare il lavoro della giornalista, che per il suo impegno ha ricevuto il Premio Ortega y Gasset istituito dal quotidiano spagnolo El País. Compare anche nella lista dei “migliori 25 blogs del 2009” redatta dalla rivista Time e dal network CNN, ed è inclusa persino nella lista dei “Giovani leader globali” del Foro Economico Mondiale. Nell’ottobre 2009 le è stato assegnato il Maria Moors Cabot Award dalla Columbia University di New York, ma si è vista negare, per la quarta volta negli ultimi due anni, il permesso di lasciare Cuba per andare a ricevere il premio.

Nel mese scorso è stata la trasmissione L’Inchiesta, in onda su Rai 1 la domenica alle 23 circa, e condotta da Monica Maggioni, a focalizzare l’attenzione su Yoani Sanchéz, riuscendo a farle delle interviste esclusive. Alcuni addirittura sostengono, che Yoani sia una falsa dissidente finanziata dagli Americani in chiave anticastrista. Qualunque sia la realtà, noi ci sentiamo in dovere di sostenerla, come  modello di donna e come operatrice di un’informazione libera!