In rotta Verso Sud

I romani lo chiamavano “mare nostrum”, noi oggi parliamo di bacino del Mediterraneo, ma in qualunque modo lo si definisca il mare è sempre uguale a sé stesso. Immutabile, fermo eppure mosso, culla ma anche abisso di morte, ponte fra i popoli e via di invasioni, il mare ha sempre affascinato il cinema. Fonte di ispirazione poetica, perché conserva in sé il germe del mito e la storia dei Sud lo ha attraversato interamente. In lungo e in largo, il mare ha qualcosa da dire, e anche nel suo infinito silenzio non smette di cantare. Così il mare è suggestione, panorama di molti film  che parlano di immigrazione, che bucano da vicino la realtà oggettiva del Sud eppure ne colgono la forza creativa, un’indole generatrice sempre di cose nuove.

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Giunto alla sua terza edizione, il Festival del cinema mediterraneo, più noto come rassegna “Verso Sud”, ha preso il via lo scorso 25 luglio nell’arena Neri dello spazio Catonateatro di Reggio Calabria, per narrare ancora il Sud, e con esso quest’anno, anche il mare che lambisce tante esistenze. Con la direzione artistica affidata come di consueto a Nicola Petrolino, esperto emerito di cinema mediterraneo, di cinema impegnato e più spesso fuori dai canoni commerciali, il programma di “Verso Sud” si compone di tante pellicole inedite, ma ha aperto i battenti con la comicità di Ficarra e Picone, dal film “Anche se è amore non si vede”, e si concluderà con un film storico. “Kaos” dei fratelli Taviani, infatti, chiuderà la kermesse lunedì 27 agosto, con un omaggio anche a Pirandello.

Per prendere visione del programma basta cliccare sul seguente sito: http://www.catonateatro.it/home.php

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Buona visione a tutti!

Apre i battenti la XXV edizione del festival “Il cinema ritrovato”. Bologna e la cineteca si agghindano a festa per accogliere le pellicole più belle, per riportare alla luce e alla bellezza dei colori vitali, metri e metri di bobine in bianco e nero. Otto giorni di “cinema perduto e ritrovato” – dal 25 giugno al 2 luglio – fitti di appuntamenti, incontri, aperitivi, seminari, laboratori, mostre e scatti fotografici, e soprattutto di visioni senza tempo che prendono forma sul grande schermo. In piazza Maggiore o nelle sale messe a disposizione dalla cineteca di Bologna, “il grande schermo” è il vero protagonista: il suo fascino resiste alle innovazioni del digitale.

Un’edizione importante questa del 2011, un traguardo: le nozze d’argento del “cinema ritrovato”. In realtà è il paradiso dei cinefili, una macchina del tempo, un rendez vous a cui la città non rinuncia nemmeno sotto la canicola asfissiante dell’estate bolognese. All’ombra del Nettuno, il festival ci conduce tra film, documentari e dibattiti attorno agli autori del Novecento. Ma non solo; musica live, l’orchestra al completo del Teatro Comunale di Bologna, impressionismo, realismo, prospettive estetiche, riverberi di classicità, eventi storici e personaggi culto/storia del cinema, che si confondono con la tecnologia cinematografica post contemporanea. Ad inaugurare la kermesse 2011 Giuseppe Tornatore. A Goffredo Lombardi, istituzione del cinema italiano per eccellenza, signore e padrone della “Titanus” della dolce vita e poi degli anni ruggenti, l’omaggio del regista siciliano con il film – documento L’ultimo Gattopardo.

Cinema popolare e cinema d’autore, i film muti e i capolavori di Howard Hawks, Il ladro di Bagdad e l’ultimo documentario di Martin Scorsese, la pioniera Alice Guy e un tributo ad Elias Kazan, e ancora la fotografia didattica di Eric Rohmer, Le voyage dans la lune, il socialismo, l’intelligenza civile di Luigi Zampa, la guerra in Libia e il progetto Chaplin, troverete di tutto sotto le stelle de “Il cinema ritrovato”, persino il superatissimo luogo comune che Agli uomini piacciono le bionde, tanto per citare un classico!

Il programma al completo si può scaricare dal sito http://www.cinetecadibologna.it/

Cinque volte “Pentedattilo Film Festival”

Torna a scaldarci il cuore, il Pentedattilo Film Festival.

Per la V edizione del concorso internazionale di cortometraggi , che prende l’avvio stasera e si concluderà sabato 19 settembre, nell’antico borgo in provincia di Reggio Calabria, sono arrivate più di 600 produzioni da tutti i continenti e ne sono state selezionate 150 fra le sezioni competitive Territorio in movimento, Corto Donna, Corto Giovani, Documentari, e quelle fuori concorso Animazione, Sperimentale, Corto Notte.

Molti cortometraggi in concorso sono stati finalisti e vincitori negli ultimi due anni dei maggiori festival cinematografici internazionali come Berlino, Cannes, Torino, Locarno, Venezia,  Palm Springs, soltanto per citarne alcuni. Altri, realizzati da giovani filmakers, fanno dell’originalità e della freschezza il loro punto di forza.

Grande attesa e curiosità per i  lavori provenienti da Iran, Cina e Corea. E se il protagonista principale rimane il cortometraggio, la cornice espressiva di altre forme d’arte mette insieme un evento davvero trascinante: l’apertura del festival, sarà arricchita dal concerto del Parto delle Nuvole Pesanti, gruppo di spicco nel panorama della musica d’autore, che ha scelto proprio Pentedattilo come location per presentare l’ultimo videoclip. Il territorio, inoltre, ospiterà delle mostre dedicate all’immigrazione, ai “fatti di Rosarno”, ma anche ai centri d’accoglienza di Torino. Un rinnovato rapporto con il territorio, quindi, che valorizza e rende vivo un pezzo di territorio calabrese, che fino a qualche anno fa era considerato un borgo fantasma.

All’interno del Pentedattilo Film Festival, riconosciuto come innovativo contenitore a pieno titolo tra i rinomati festival mondiali del cinema breve, il pubblico potrà assistere alla proiezione di cortometraggi sostenuti da produzioni importanti, ma anche vedere corti realizzati a basso budget, come per esempio, una singolare produzione cinese, che non supera i 50 dollari.

Le proiezioni dei lavori, sia quelli in concorso sia quelli fuori concorso, saranno a ciclo continuo e si svolgeranno nelle caratteristiche “casette” del borgo antico. Si alterneranno a seminari, dibattiti, anteprime, incontri con attori e ospiti di prestigio, retrospettive e mostre. Il Pentedattilo Film Festival raggiunge così, la nomea di “punto di riferimento” per un crescente bacino di pubblico italiano ed europeo. La manifestazione è stata anche finalista agli All Festival Awards 2009 e fa parte del progetto dell’Unione Europea Gioventù in Azione, che riconosce e valorizza i maggiori festival giovani europei e che si concluderà con una mostra proprio a Pentedattilo.

Di seguito il programma ufficiale.

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Roccella Jonica, capitale del jazz

Trent’anni di Roccella jazz. Torna il festival jazz più internazionale della Calabria. Torna alla carica per l’edizione 2010 con la voglia di ritrovarsi a casa, senza poste in altri luoghi se non la bella e mediterranea Roccella Jonica. Unica tappa fuori sede, l’Arena dello Stretto di Reggio Calabria, in una suggestiva cornice notturna, fra bagliori crepitanti e miti nascosti.

Un programma succulento, variegato e innovativo, che quest’anno unisce la musica jazz alla filosofia slow food, una strategia per far gustare il meglio del made in Calabria, all’ombra della brezza estiva. Colpevole dell’evento, come sempre, come ogni anno, dal 1980, l’Associazione culturale Jonica Onlus/Rumori Mediterranei. Per questo compleanno speciale, che segna uno spartiacque, lo slogan è Memorie future sotto l’ennesima direzione di Paolo Damiani.

Anche il Roccella Jazz, come il cuore dei musicisti, ha compiuto un viaggio lungo trent’anni, ma questo percorso ha voglia di proiettarsi ancora oltre il tempo e la memoria. Dal 13 al 21 agosto, con un primo preludio a Roccella Jonica, complice il cinema di Maresco, ecco gli appuntamenti che siete invitati a seguire;

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La voce di Hollywood

Uno può pensare che incontrare un divo di Hollywood, sia una cosa fuori dall’ordinario quotidiano, non potrebbe mai capitare. E invece, in una normale domenica di giugno, con un caldo tra l’asfissiante e il pesante, che ti si incollano le scarpe all’asfalto, puoi fare incontri inaspettati. O meglio, nel nostro caso, che di mestiere siamo abituati a spulciare le notizie, l’incontro era programmato. Il punto è che non ci aspettavamo di incontrare l’attore, ma di incontrare l’uomo, con la sua realistica faccia da uomo.

Robert De Niro, non è l’uomo, è l’attore per eccellenza, non ce lo dimentichiamo. Sul palco del Taormina Film Festival 56ma edizione versione 2010, l’intervista al protagonista di Taxi driver, Il Padrino parte II, solo per citare i più popolari, praticamente ha l’espressone drammatica e assorta dei suoi film. E’ un divo a tutti gli effetti, che segna la storia della rassegna siciliana. La folla accalcata nell’auditorium, dimostra la voglia di toccare con mano, almeno per una volta nella vita, una stella del cinema. E De Niro, col suo applombe stoico, incarna il mito del cinema internazionale.

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Taormina: red carpet for you!

Tutto pronto per il Taormina Film Festival. Siamo a quota cinquantasei, ma la rassegna cinematografica siciliana nata nel 1955, continua ad affascinare il jet set internazionale. Dal 12 al 18 giugno prossimi Taormina, perla del Mediterraneo, sarà ancora una volta lo scenario privilegiato per un red carpet d’eccellenza. Il Festival proseguirà il 19 giugno con i Nastri d’Argento, nella speciale cornice del Teatro Antico, location formidabile per una delle manifestazioni più antiche e rinomate d’Italia. Per il quarto anno consecutivo il Taormina Film Fest, organizzato da Taormina Arte, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Sicilia Film Commission, Regione Sicilia e Comune di Taormina, sarà sotto la direzione di Debora Young, che quest’anno ha pensato bene di rivolgere uno sguardo alle innovazioni. La rassegna infatti, pur mantenendo intatto il suo stile “dolce vita”, non teme di confrontarsi con la tecnologia. Per la prima volta, anche il 3D entrerà ufficialmente nelle sale del Festival con Toy Story3, il cartone tridimensionale distribuito dalla Walt Disney. Dunque, passato e futuro si incrociano sulle rotte del Mediterraneo, animando l’inizio di questa estate 2010.  Il Taormina Film Festival in questo modo, si conferma “una grande vetrina” dove c’è spazio per le anteprime nazionali, per le performance hollywoodiane e per le tutte le novità provenienti dal mondo intero. Anche fra gli ospiti qualche sorpresa. Fiori all’occhiello dell’iniziativa 2010 saranno Robert De Niro, l’attore inglese in doppio petto Colin Firth, il regista bosniaco Emir Kusturica con una sua lectio magistralis, l’italiano Marco Bellocchio, lo stilista Valentino e il produttore siciliano Francesco Alliata di Villafranca. Spazio anche ai giovani studenti universitari, preparati a partecipare al Campus Taormina e alle Master Class. Non mancheranno nemmeno le finestre aperte sul cinema spagnolo e brasiliano, né un’occasione per gli aspiranti autori siciliani con i loro cortometraggi in concorso. Una rassegna che ha segnato la storia del cinema e che non smette di sorprenderci al dolce sole di giugno. Per gli approfondimenti e per i particolari del programma www.taorminafilmfest.it

Inno alla modernità

Fritz Lang, regista austriaco, ne fece il capolavoro del cinema muto. Era il 1927 e Metropolis divenne il simbolo del cinema espressionista e il modello universale del cinema di fantascienza moderno, ispirando pellicole come Blade Runner. Molto prima di Gorge Orwell col suo romanzo 1984, Lang aveva immaginato un ipotetico 2026. Tra gli sfavillanti grattacieli manageriali di Metropolis e il ghetto sotterraneo dei lavoratori, le divisioni classiste accentuate dall’era industriale, rappresentano un confine invalicabile. Una sconvolgente verità, che si proietta nel contemporaneo. Al teatro comunale “Francesco Cilea”, Reggio Calabria, Rita Marcotulli e Danilo Rea improvvisano la colonna sonora di Metropolis. Un bianco e nero, che fa pendant con i tasti del pianoforte. Non servono le parole, la musica copre tutto lo spazio pre/esistente!

Nella foto, movenze teatrali sul volto dell’attrice tedesca Brigitte Helm nel doppio ruolo di Maria, ragazza candida e robot senz’anima. Come tutte le donne del cinema del primo ‘900, nella sua carriera cinematografica, interpretò sempre ruoli di femme fatale. Nonostante il passaggio dal muto al sonoro, le donne furono relegate ad incarnare l’eterno femminino, evidenziando la loro “pericolosità” nel momento in cui non ricoprono più il ruolo di madre e moglie. L’evoluzione socio – economica delle donne, il loro “autodeterminarsi”, ebbe anche questo prezzo: oggetto del desiderio, offerto in pasto al pubblico sotto l’etichetta di diva.