Genere in estinzione!

E’ come un buco oscuro dove si viene risucchiati, senza ritegno e senza speranza che il cambiamento in atto possa arrestarsi. L’analisi è attenta, ma forse ancora troppo superficiale per capire cosa c’è che respinge e distrugge quell’armonia per la quale erano stati creati i generi: maschile e femminile per l’esattezza.

“Addio maschio” di Pasquale Romeo, psichiatra e psicoterapeuta attivo a Reggio Calabria si limita a disturbare la confusione dei generi, pur solleticando la prospettiva di una risposta futura certa, che per adesso sembra non trovare appigli comodi nel generale caos che recita la società post contemporanea. Uomini e donne, in ogni caso continuano a darsi la mano, anche se con ruoli invertiti. Strada facendo si è persa soprattutto la maschera del tradizionalismo e il “maschio” – perché è questo l’aspetto che sta venendo meno, “l’uomo” come essere vivente in qualche modo resiste – ha smesso di fare il duro e si è dato al libero sfogo delle sue passioni più intrinseche e celate. Come per esempio, quella di sostituirsi alla donna, a volte addirittura nella sua secolare funzione materna. Vi dice qualcosa la parola “mammo” ?

Ma andiamo con ordine. La ricerca di Pasquale Romeo trae spunto da un lavoro di ricerca scientifica sulla sessualità maschile e femminile svolto in ragione del servizio sessuale dell’Asp di Reggio Calabria. Realtà unica, specialmente al Sud, per la sua multidisciplinarietà. Romeo, che già conosciamo per i suoi trascorsi sul legame tra uomo e donna o su Amore e Caos o sulla tematica del tradimento come altro volto dell’amore, in quest’ultima prova tenta di arginare, sollevando soprattutto dubbi, l’emorragia della famiglia. Parte dal presupposto che, superati gli stereotipi sessuali, realizzata una sovrapposizione dei ruoli, il sesso debole è adesso l’uomo, per il semplice motivo che ne è scaduta l’autorità, complice il femminismo e le battaglie per i diritti delle donne. Questo, di conseguenza, ha destrutturato la tipica famiglia patriarcale. Un topos che ora allarga le vedute verso ambiti familiari senza figure stabili, senza il maschio di riferimento, spesso dimensioni familiari allargate o molteplici, e con madri amazzoni sempre più imponenti, donne in carriera/factotum che non hanno bisogno di compagni. A breve, nemmeno per riprodursi. Ecco uno degli squilibri più succulenti, secondo Romeo, della società odierna.

E l’amore, la passione, il piacere, i sentimenti, l’educazione, il senso di protezione e di mutuo soccorso, che fine hanno fatto ? Romeo addirittura sostiene che sia in atto un processo di “misandria”, ovvero “odio verso gli uomini”. Ci possiamo credere ? Che sia evidente l’erosione progressiva dell’identità maschile, su questo concordiamo, ma è realmente ciò che vogliamo ? E’ questa la conquista del femminismo ?  Cinque capitoli, tre appendici a cura di Armando Editore e una buona dose di coraggio per spingere fino in fondo la curiosità.

 

Annunci

Un pensiero su “Genere in estinzione!

  1. Non sono d’accordo, questo autore non è uno scienziato sociale e nemmeno un antropologo, a mio avviso le sue sono soltanto opinioni in alcun modo corroborate dai dati obiettivi e statistici tra l’altro non analizzate su campionature profonde e su larga scala…Le sue sono soluzioni ‘alla moda’ comunque già risapute e già rivisitate anni prima da altri studiosi in maniera tra l’altro, totalmente diversa… l’argomento della perdita della sessualità e dei ruoli di genere è un tema ormai più che scontato e ritorna magicamente in questa strana pubblicazione… al sud da noi non esiste proprio questa realtà denunciata dall’autore, anzi forse da noi la famiglia pur con le sue contraddizioni continua per fortuna, a rimanere grosso modo in piedi…. rispetto alle famiglie del nord il numero dei divorzi è da noi al sud minore anzi vi è purtroppo assai più maschilismo e la parità di genere vacilla più che in altri luoghi (nonostante vi possano essere nel territorio donne vere che lottano per la parità). Sempre di più oggi, e più che mai al sud, Si ha al contrario l’inseguimento di modelli “alla ruby” da parte delle donne che basano tutto sull’apparenza e il danaro dimenticando ipocritamente le rivendicazioni del femminismo di allora, lo stesso vale per gli uomini la cui posizione sociale, il prestigio e il denaro spiccano rispetto ad altri valori e diventano un legame per la sessualità…si promuovono nuove forme valoriali del tutto opposte da quelle ormai svecchiate della non mercificazione dell’eros, per cui si crea una sorta di circolo e lo possiamo vedere uscendo dalle nostre case di sera…e anche la dialettica “du pilu” che spopola da un anno a questa parte in televisione mettendo in ridicolo il nostro sud (ma purtroppo denunciando una realtà effettivemente esistente) fa parte di questo circolo mercificatorio in cui il vero femminismo non esiste, la paternità e la filialità e comunque l’eros, dipendono da un ben preciso disegno economico che in un’epoca di crisi e di disoccupazione ben pochi (i maschi alfa con un bel po’ di stipendio dietro… e il fatto che da noi si ricercato il maschio la dice lunga…) si possono permettere. Consiglierei a questo autore di leggersi il saggio di Galimberti, “Le cose dell’amore” di qualche anno addietro e capire cosa sia effettivamente l’eros e la sua perdita dovuta a un umano troppo umano “bunga-bunga” e a un problema ahimé molto più concreto, facente parte di un contemporaneo tessuto sociale in decadenza ove prevale l’apparire e la mercificazione di qualsiasi cosa piuttosto che l’essere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...