Una vita da indipendente

 

Viene considerato un «autentico pioniere del “fai da te” che da un paio di decenni si batte in quasi totale solitudine contro le convenzioni artistiche e commerciali del music business nostrano». A noi, amanti della musica di qualità, ci sembrava doveroso dedicargli uno spazio, con un’intervista schietta e diretta, che appartiene allo stile di Giulio Tedeschi, uno fra i più grandi discografici italiani, fondatore dell’etichetta Toast Records e ideatore del Mei, Meeting degli Indipendenti: Festival della Produzione Musicale e Culturale Indipendente Italiana.

Attualmente il panorama della musica indie/rock italiana a che punto è? Quali gli aspetti positivi e quali quelli negativi. Il complesso mondo dell’indie/rock italiano è in salute. Oserei parlare di crescita. Non vedo crisi. Gli aspetti negativi? Mancanza di originalità creativa. Aspetti positivi? Voglia di fare, sempre molto presente.

Lei, con le sue battaglie per lindipendenza musicale, contro il music business, ha fatto storia, ma in questo momento si può ancora parlare di musicisti che fanno musica in modo indipendente, cioè solo per cultura? O è tutta una farsa?  Qualsiasi attività artistica, anche quella più banale e commerciale, è da considerarsi Cultura. Musicisti indipendenti? La nostra nazione è piena di Artisti che cercano di portare avanti le loro idee creative in modo libero. Senza ricercare a tutti i costi “appoggi” forti. Sono profondamente convinto che la maggioranza di coloro che si danno da fare sono persone pulite. Che cercano con tutte le forze di trovare il loro percorso in modo onesto ed equilibrato.

Perché nascono le etichette indipendenti ? e come nasce unetichetta ?  Una piccola etichetta discografica nasce quasi sempre dal desiderio di far conoscere, ad un ipotetico pubblico, proposte musicali che si ritengono interessanti. Perché una piccola etichetta diventa indipendente? Per avere la libertà di operare senza vincoli burocratici o artistici.

Secondo lei internet è stato un aiuto per la musica indie/underground/indipendente/sperimentale ? Oppure questo ha contribuito a saturare il mercato e a far chiudere i negozi storici? Internet è un aiuto, non un problema. Perché i negozi chiudono? Perché non sono in grado di evolversi edi affrontare nuove sfide. 

Perché lei ha scelto di perseguire un progetto, il Mei, indipendente ? Cosa lha spinta o ispirata? L’idea del Mei nasce da un nucleo di persone che a metà anni novanta decide di dare alla scena musicale un luogo dove confrontarsi e crescere. Personalmente ho sempre ritenuto che il Meeting servisse a dare una “possibilità” agli Artisti indipendenti e all’area imprenditoriale che li sostiene. Sfida vinta, visto che quest’anno il Mei toccherà con successo la 14.ma edizione.

Cosa direbbe adesso ad un giovane discografico che volesse creare unetichetta indipendente? Avere coraggio e non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, che sono tantissime. 

Attualmente cè un cantautore o un gruppo indipendente, che secondo lei andrebbe davvero ascoltato e promosso? Più di uno. Ma non credo sia utile fare nomi.

Per quanto concerne la musica indipendente, si possono fare delle distinzioni fra Nord Italia e Sud, (che a mio parere è ricchissimo di talenti)? E se si, perché? Insomma, cosa significa essere indipendenti nel Sud Italia? Non credo ci siano differenze sostanziali. Diciamo che chi opera al Sud ha psicologicamente la sensazione di essere “tagliato fuori”. Ma questo è un finto problema. Il Meridione è pieno di talenti musicali, alcuni di livello internazionale. Manca la visione d’insieme ed il desiderio di organizzarsi e collaborare. Unirsi, scambiarsi idee ed informazioni, creare”rete”: questo è quello che deve essere messo in atto, per
superare le difficoltà contingenti. E non attendere miracoli o strane “manne” dal cielo. Il futuro e l’eventuale successo dobbiamo, in primis, ricercarlo in noi. E dopo averlo trovato, metterlo a disposizioni di tutti.

 Quali le maggiori difficoltà, ancora oggi, nel far passare il messaggio indipendente ? Non crede che i mezzi di comunicazione a ciò preposti, non facciano pienamente il loro dovere? I mezzi di comunicazione fanno il loro lavoro. Parlano dei fenomeni di massa. Il messaggio indipendente è più sfuggente. Sottile. Quindi io ribalterei il discorso e ricorderei che siamo tutti noi, impegnati in questo contesto, che dobbiamo,
sempre, fare il nostro dovere. Se poi qualcuno ci verrà dietro, meglio …

Rispetto agli anni ‘70 cosa è cambiato in Italia nellambito della scena indipendente? Negli anni ’70 il mondo era nelle nostre mani. Ora tutto è diventato più “cool”. Ma l’attuale mancanza di sogni è bilanciata dalla possibilità di far circolare le idee in modo istantaneo. Abbiamo perso la “bellezza”, ma abbiamo conquistato la “comunicazione”.

Cosa pensa del libro appena uscito di Roberto Calabrò, Eighties Colours, dice la verità ? O manca di qualcosa? (Se lo ha letto) Calabrò ha fatto un ottimo lavoro. Il suo “diario” ha patito qualche piccola autocensura. Ma è comprensibile. Il desiderio dell’Autore era sicuramente quello di non dispiacere nessuno.
E quel risultato l’ha raggiunto.

Il Mei è il passato o il futuro della musica indipendente italiana? E la Toast Records? Il Mei è il presente della musica indipendente. E la Toast Records? E’ cosciente del passato. E’ calata nel presente. Progetta il futuro.

Cè un gruppo musicale o un progetto musicale anticonformista, che non ha ancora incontrato? Sono convinto di si, anche se ascolto, mensilmente, centinaia di nuove proposte.

Cosa pensa della stampa musicale? Non crede che magari, sia poco in salute attualmente? Ho smesso di dare un peso alla stampa musicale italiana da metà anni novanta. E’ decrepita. Legata a riti ormai obsoleti. Non ha
avuto la capacità di rinnovarsi. E la prova tangibile sono le vendite. Sempre più scarse.

Cosa ne è stato del Lamezia Demo Fest ? Non sarebbe il caso di creare una manifestazione che inglobasse tutti i migliori talenti indie del Sud Italia ?Tolto incidenti all’ultimo minuto (sempre possibili), il Lamezia Demo Fest quest’anno si svolgerà il 23 e 24 luglio. Un giorno di programmazione in meno, senza secondo palco e villaggio musicale sparito nel nulla. Speriamo che la prossima edizione possa tornare ai vecchi fasti. A proposito di una grande manifestazione che riunisca i tanti talenti del Sud, beh, sarebbe grande!

 

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