Giustizia per i ragazzi disabili

Ancora uno scippo alla provincia di Reggio Calabria. A farne le spese questa volta i nostri ragazzi disabili in età scolare, che, a dispetto della gravità dei loro problemi, vengono privati dei diritti, tra cui quello di integrarsi nella collettività, di vivere una vita dignitosa, di acquisire conoscenze e competenze al pari dei loro coetanei e la prospettiva di un dignitoso inserimento professionale. Venendo a mancare le condizioni perché i diritti si trasformino da meri concetti in atti concreti, si crea un aumento indiscriminato del disagio e una lesione del diritto legittimo.

Non può una logica matematica legata ad esigenze di risparmio economico penalizzare la componente più svantaggiata e sfortunata della nostra già emarginata società; non può una semplice contrattazione istituzionale “tagliare le gambe” a chi già ha difficoltà ad integrarsi in una scuola massacrata da innumerevoli problematiche. Non dimentichiamo che dietro ai ragazzi con disabilità esiste spesso una realtà familiare e sociale di grave indigenza e povertà.

I dati che sono stati resi noti dalle associazioni interessate e dalle rappresentanze sindacali, qualora venissero confermati, sono sconcertanti e vergognosi:

Il rapporto fra docente specializzato (di sostegno) e alunni diversamente abili, nella provincia reggina è il più alto, pari a 1/2,19 (2270 posti richiesti dalle scuole contro i 1072 effettivamente concessi in organico di fatto), rispetto alle altre provincie calabresi dove, per esempio per Catanzaro, il rapporto docente – alunno scende a 1/1,33 (971 posti richiesti dalle scuole e 728 effettivamente concessi in organico di fatto).

Questo significa che ogni alunno disabile nella nostra provincia potrà essere affiancato da un docente specializzato nelle attività didattiche differenziate solo per 8 ore settimanali su circa 36 ore di lezione (a Catanzaro lo stesso alunno sarà seguito per più di 13 ore su 36). E le altre 28 ore cosa farà? Potranno i docenti curriculari già impegnati con classi ancora più numerose (secondo la nuova riforma) seguire adeguatamente anche gli alunni con maggiori difficoltà spesso con problematiche comportamentali? Ecco perché ad essere penalizzati non saranno solo i poveri ragazzi con particolari problemi psicofisici e sensoriali ma sarà dissestato tutto il sistema scuola. E’ vero che dovranno essere aggiunti i posti in deroga, ma le cose non cambieranno molto se si parte così dall’organico di fatto.

E’ anche vero che i tagli hanno riguardato tutta la nazione e quindi anche la nostra regione, ma perché proprio la nostra provincia risulta ancora una volta la più penalizzata?

Desderiamo capire, perché questo scippo deve essere perpetrato in modo particolare ai danni degli alunni disabili reggini. Ciò che vorrei comprendere è su quali basi e con quali criteri, la dirigenza dell’Ufficio scolastico regionale ha deciso di penalizzare Reggio Calabria e provincia, laddove invece le richieste di “sostegno scolastico” sono aumentate a dismisura. Tenendo conto, che la maggior parte delle richieste di posti di sostegno riguardano soggetti con disabilità grave, certificata secondo l’art. 3 comma 3 della legge 104/92.

Ciò che si auspica è una immediata chiarezza su questa inspiegabile anomalia , che farebbe degli alunni diversamente abili della provincia di Reggio “esseri umani di serie b”, e con il dubbio che i posti siano stati distribuiti quest’anno, come negli anni passati, a maggior favore delle altre province della Regione Calabria. Non si tratta di campanilismo, ma di semplice richiesta di giustizia ed equità.

A questo punto, urge una sollevazione generale da parte della collettività. Oltre che dei sindacati di categoria, si ritiene necessario un intervento immediato all’interno del Consiglio Comunale reggino, bisogna aprire una discussione che porti ad un immediato ripristino di adeguati posti di sostegno a Reggio Calabria. Oltre al venir meno del diritto del disabile, infatti, si apre un’altra gravissima crepa nel già precario sistema scolastico calabrese: il diritto al lavoro dei docenti specializzati reggini, evidentemente piegato da logiche di “compromesso”, che intendono penalizzare fortemente Reggio Calabria. Così come stanno le cose, è il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti (in quota Pdl), che deve accollarsi il peso, sollecitando un colloquio con le istituzioni a tutti i livelli, affinché si attivino adeguate ed efficaci iniziative per rendere giustizia ai nostri ragazzi disabili e alle loro famiglie, agli insegnanti specializzati e non, a tutto il sistema scuola della nostra provincia. Fattori questi che prescindono dai colori politici. La battaglia dell’equità sociale, va combattuta a destra e a sinistra, senza esclusione di colpi.

 

 

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