I Gripweed ripartono da “K”

 

Al via la saga K. L’ultimo album dei Gripweed, coinvolge la label francese Belive per la quale esce in digitale, e l’etichetta capitolina Altipiani. Giochiamo sempre in casa di indipendenti, alla ricerca continua di stimoli fuori dai cliché. “K” ha impresso il volto in fuga dei Gripweed, che lanciano quest’ultima storia musicale e già muoiono dell’ansia di vivere, già guardano al domani. Qualora lo si capisse!

I Gripweed sono un’altra di quelle realtà impegnate, che scoprono l’immagine di una Calabria sconosciuta, anche a chi ci vive. Sbigottiti noi stessi del fervore culturale, che ruota attorno alla parola sperimentazione. I Gripweed fanno parte di questo manipolo di pazzi, indipendenti per passione, underground per scelta. Il progetto Gripweed, in parte powered by Partyzan, risale al 2002, quando gli attuali componenti sembrano essersi cercati per un’esistenza intera. Prove musicali per l’analisi di un “Gesù personale”, un idolo da imitare che trova la sua icona perfetta nei Depeche Mode. L’avvio della carriera dei Gripweed originari di Bisignano, precisamente Cosenza, si concretizza nei live set in giro per l’Italia, fino a toccare virtualmente Manchester. E quale sonorità inglese non ha lasciato un’impronta suggestiva nel vissuto della scena rock italiana ? Siamo figli dispersi di quell’Inghilterra iniziatica !

I Gripweed fanno pop elettronico con venature rock, ma nei testi di K, album intimo e viscerale, c’è il segno indelebile di un legato che fonde Manchester e Berlino, Torino, Cosenza e tante altre città, in una mappa concettuale divenuta adesso itinerario nomade di una sensibilità in fuga. Per capirne la traiettoria basta leggere tra le righe delle otto tracce, e ricostruire un sentiero. E’ lì in mezzo che rintracciamo un autore sofferente determinato a seminare i brutti sogni, che lo affliggono. Allucinazioni da rock pensante ? O solo voglia di un paradiso interiore ?

Stiamo tagliando pietre / Stiamo muovendo muri / Stiamo costruendo gabbie; gridano i Gripweed in The fool on the bill, cuori al buio portati via in buste di plastica, altra metafora enigmatica usata in Plastic bag. “K” è un album dalla scrittura non sense, frutto di riflessioni subitanee, eppure profonde, che mettono in chiaro i pensieri che angustiano l’essere umano/marziano di questo tempo. Una linea questa, che pare accomunare molti cantautori, molti musicisti fuori dalle righe, che esprimono un vissuto altro, in un confronto sperduto con un mondo circostante, spesso indecifrabile.

Dal primo demo del 2004, A Solid Castle of Sand, ne hanno fatto di strada i Gripweed, passando per prodotti amatoriali come The Unexpected Ep, fino a quando le sessioni sfociano in Thrice, una raccolta formata da tre pezzi, pubblicata solo attraverso la rete internet. Segue un’iper-produttività che li porta ad incidere il primo ep, ovvero un minicd ufficiale, intitolato A Tale Is Just a Lie, in cui sono incluse cinque canzoni. Ma diventa imprescindibile evolversi. Ecco l’affinità con Madaski (Africa Unite); ecco la direzione verso gli otto pezzi di “K”.

Non c’è spazio per una distribuzione commerciale: internet è il contraltare preferito dai nuovi guerrieri del pop/rock. Una piattaforma perfetta per entrare nella dimensione di tutti. «Anche la musica indie rock ha il suo messaggio». A ribadirlo è Luca Pomì, uno dei componenti, il bassista, che in questo momento fa le veci di Cristian Rosa, il leader/voice del gruppo, adesso dedito ad attraversare il continente europeo, in cerca di sé o di chissà cosa!

I brani di “K” vengono mixati e masterizzati al Dub the Demon e il tutto parte verso una prospettiva già scritta, fra New Order e Kraftwerk, con la malinconia e le melodie minimali care a John Lennon. Il mood è quello del synth-pop d’autore e di un complesso ombroso quanto sognante. A marzo esce il primo singolo, Mode Off, corredato da un bizzarro videoclip a firma Giacomo Triglia, altro figlio di quella Calabria che non ti aspetti.

Ora a voi l’ascolto in freedownload su www.tobepop.it o su www.itoones.it o ancora www.amazon.it

Altro su http://www.gripweed.com  

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