Pysicoterapia d’urto

Poche parole ! In questo caso c’è solo il gusto di ascoltare, il desiderio di scendere a patti con una musica sferzante, feroce, ma condita con tratti jazzistici entusiasmanti. Per tutti sono gli Underdog e basta. Ma il gruppo ha voci, facce, occhi, caratteri eccentrici, chitarre, drums, giocattoli e un’aura da fumetto: Barbara Wisnieswka, voice, Diego Pandiscia, bass/voice schizofrenica, Giuseppe Trastulli, piano, Francesco Cipriani, guitar/toys, Michele di Maio, violin e Fabio Mascelli, drums. Chi manca ? Davvero nessuno, in questo progetto dalla suggestione spasmodica, tra il demenziale e un umore denso, impastato di cariche esplosive. Gli Underdog sono soprattutto una suggestione, un progetto che prende spunto dalla biografia di Charles Mingus, Beneath the Underdog. Passione che gli under dog condividono con i Quintorigo.  Ciò che diviene esplosivo, è una miscela ritmica di sonorità jazzistiche e di stili molteplici, che trovano ispirazione per esempio in Kurt Weill, Nick Cave, Tom Waits e nell’elaborazione musicale di gruppi come Einstuerzende Neubauten, Brainiac, Primus.

La musica degli Underdog è gioco di contrasto tra una voce maschile schizofrenica e nasale e una lirica femminile dal piglio angelico, fino a sfiorare una divina agitazione, pur mantenendo andature “forti”, esagerate, mescidate. Una formula aperta, è ciò che meglio rappresenta lo stile Underdog, progetto sopra le righe, con collaborazioni e rivisitazioni dei brani, che avvengono di continuo. Ogni voce e suono del gruppo, si accosta ai pezzi scegliendone autonomamente ruolo e rumore, secondo un moto stranamente equilibrato: teste che suonano rifiutando categoricamente miseri postulati. Visioni statiche di un mondo musicale, che non si sporca le mani. Sporcarsi le mani, è necessario per confrontarsi con sé stessi.

«Forse attraverso la musica si sta iniziando a costruire qualcosa di veramente nuovo, che nasce da inquietudini generate dalla schizofrenia collettiva per cui non serve psicoterapia –  spiegano gli Underdog – ma vie di espressione, per liberarsi e manifestarsi in qualcosa che non rispetta più generi, nè definizioni, nè dogmi». Non a caso l’ultimo lavoro degli istrionici Underdog, divisi tra sperimentalismo e interpretazioni impreziosite dalla qualità stilistica personale, si intitola Keine Pysichotherapie.

Nel 2010 gli Underdog vincono il premio Rai Trade e Next Exit per la migliore performance Keine Tour Italia/Germania. Nel 2009, sono ospiti per la seconda volta al M.e.i., mentre su Macht Music (Sky Tv) gira il video clip Circus. Nel 2008 aprono i concerti di Caparezza, Quintorigo, Ardecore,John Spencer Blues Explosion, nel 2007 vincono il MarteLive. E questo è solo un piccolo tratto del lungo percorso cominciato prima del 2004. Di questo avanzante fenomeno hanno scritto il Manifesto, Blow Up, SentireAscoltare, Beatmagazine. Questa estate li vedremo ad Avantgarde Festival, dal 2 al 4 luglio; e con grande orgoglio, il prossimo 23 agosto, suoneranno anche al Blue Dahlia a Marina di Gioiosa Jonica (RC). Circuiti alternativi di un’Italia costruttiva (anche al Sud).

Per approfodimenti su date e curiosità www.underdogmusic.it , www.myspace.ocm/underdog78

 

 

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