La voce di Hollywood

Uno può pensare che incontrare un divo di Hollywood, sia una cosa fuori dall’ordinario quotidiano, non potrebbe mai capitare. E invece, in una normale domenica di giugno, con un caldo tra l’asfissiante e il pesante, che ti si incollano le scarpe all’asfalto, puoi fare incontri inaspettati. O meglio, nel nostro caso, che di mestiere siamo abituati a spulciare le notizie, l’incontro era programmato. Il punto è che non ci aspettavamo di incontrare l’attore, ma di incontrare l’uomo, con la sua realistica faccia da uomo.

Robert De Niro, non è l’uomo, è l’attore per eccellenza, non ce lo dimentichiamo. Sul palco del Taormina Film Festival 56ma edizione versione 2010, l’intervista al protagonista di Taxi driver, Il Padrino parte II, solo per citare i più popolari, praticamente ha l’espressone drammatica e assorta dei suoi film. E’ un divo a tutti gli effetti, che segna la storia della rassegna siciliana. La folla accalcata nell’auditorium, dimostra la voglia di toccare con mano, almeno per una volta nella vita, una stella del cinema. E De Niro, col suo applombe stoico, incarna il mito del cinema internazionale.

Erano i primi anni ’70, quando si ritrova in Sicilia per girare alcune scene de Il Padrino, ora è al Taormina Film Festival per ritirare il premio Taormina Arte Award, una preziosa figura siciliana realizzata dalla mano di Gerardo Sacco. Vi pare poco ?

Con Debora Young, direttore artistico della rassegna, Robert De Niro appare rilassato, e risponde alle domande, tante, davvero tante, senza scomporsi. E’ l’attore De Niro, ma ormai è anche il regista. Con la Tribeca, la sua casa di produzione, ha girato almeno quaranta film. Quando dispensa consigli su come fare e perché fare un film, è molto cauto. Spiega che è meno impegnativo recitare. «Fare il regista ? Lo devi volere fortemente. Nel lavoro di regista devi stare sempre in prima linea, non hai un attimo libero. Quando lavoro come attore, io sono lì, ma è lo staff che combatte con le questioni economiche. Quando fai il regista, una delle cose importanti è trovare gli attori giusti; questo fatto condiziona l’85 – 90% della buona riuscita del film. Ho anche utilizzato dei giovanissimi, che non avrebbero avuto quel successo se fossero stati dei professionisti. Li lascio anche molto improvvisare; poi invece, c’è il ruolo che deve essere affidato solo al professionista, e lì ti devi adeguare anche alle sue richieste. La cosa peggiore che può fare un regista, è costringere l’attore a fare qualcosa che non vuole; il regista deve saper trarre il meglio dal suo talento e lasciare libero l’intero team di lavoro».

Probabilmente questa lezione De Niro l’ha imparata da Martin Scorsese. Con lui, ha stretto un rapporto «empatico». Adesso Scorsese sta girando un film in Inghilterra, ma con De Niro c’è un progetto comune. Non c’entra un film su “Sinatra”, come suggeriva certa stampa. Piuttosto sarà un film incentrato sulle confessioni di un uomo in punto di morte. Ma torniamo a Scorsese, perché Robert ci rivela anche la perizia del regista. Spiega che Scorsese, riesce sempre a far emergere l’elemento creativo. «Ci integriamo molto – sottolinea –  e se un elemento non rientra nel suo schema, riesce a dialogare con me. Martin permette sempre al suo staff di esprimersi al meglio». Trovandosi in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, che ha ispirato molti film, a De Niro azzardiamo anche chiedere del suo rapporto col cinema italiano. «Ho conosciuto Fellini, Pontecorvo; ho visto i film di Giovanni Veronesi e certamente conosco Tornatore, ma il cinema italiano è diverso da quello americano; non sono molto aggiornato. In America invece, ci sono molti talenti, ma preferisco non fare un nome, mi spiacerebbe menzionarne uno e lasciarne fuori un altro». L’obiettivo di De Niro adesso è girare un sequel di The good shepherd, più noto dalle nostre parti come L’ombra del potere. «Girerò un film dal ’61, anno della costruzione del muro di Berlino, all’89, anno della sua caduta; e un terzo episodio, fino ai giorni nostri». Piano di lavoro molto ambizioso. Noi, non vediamo l’ora di rifarci gli occhi. A De Niro, invece, che nella foto sopra pubblicata è ripreso da Elena Tomarchio durante l’intervista, facciamo gli auguri. Di lui ci resta quel sapore dolce amaro, quell’aria sorniona da grande bluff, ma lo ringraziamo per averci fatto toccare una stella! La prima di questa lunga estate ….

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...