Non fermate il jazz

Pubblicato agosto 3, 2012 da jennycanzonieri

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Nella foto: il Castello di Roccella Jonica (RC)

E’ ancora Roccella Jazz “Rumori Mediterranei”. Dopo il tam tam dei mesi scorsi che ha fatto temere per la manifestazione, il Roccella Jazz firmato Paolo Damiani torna con la voglia di non dire basta! In barba alla crisi, con qualche sacrificio e con la forza che contraddistingue la kermesse internazionale da appena trentun’anni, in un Sud sempre più povero e dentro il mito di una Calabria improduttiva e ‘ndranghetista, il Roccella Jazz torna a farsi largo nel panorama jazzistico mondiale quale eccellenza del territorio, illuminando una delle riviere più belle dell’Italia: Roccella jonica; bandiera blu insieme a Marina di Gioiosa Jonica.

 In questa edizione 2012, prevista dal 18 al 25 agosto, l’Oriente e l’Occidente si incontrano sul palcoscenico di Roccella; ma non solo, perché il tour sarà itinerante e toccherà anche Locri, Casignana (per chi ha voglia, doverosa anche una visita agli straordinari mosaici della Villa romana), Martone, Monasterace, Bivongi, Marina di Gioiosa e Reggio Calabria, che di consueto da il via al Roccella Jazz, questa volta con i Dajaloo e il Gonzalo Rubalcaba Trio in concerto nella suggestiva piazza del Castello Aragonese.

Buna lettura del programma al sito http://www.roccellajazz.net/index.asp

 

Un ponte di solidarietà

Pubblicato luglio 26, 2012 da jennycanzonieri

“Un braccio per donare, due bracciate per unire”. Non è solo un motto coniato per l’occasione, bensì lo spirito di fratellanza che anima la sesta edizione della traversata dello Stretto organizzata dalla Fidas, federazione italiana associazione donatori di sangue, insieme al coordinamento giovani, alla sezione calabrese e all’Adspem. A fare il tifo per questa iniziativa anche Regione, Provincia, Comune di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni, la lega navale e tanti altri partners locali e nazionali. Una bella sfida, ma anche un modo per mettere l’attenzione su un tema tanto ostico, quanto doveroso nella quotidianità: donare sangue.

La manifestazione prenderà il via il 27 luglio sul lungomare di Catona (RC). Due giorni impegnati fra il trofeo giovani Fidas di beach volley e i campionati nazionali di kasinji, una pratica sportiva olistica nata recentemente in Giappone, ma con contaminazioni brasiliane.

Il rush finale ovviamente è affidato alla staffetta a nuoto il 29 luglio, che comprenderà il tratto fra Cannitello (RC) e Punta Faro (Ganzirri Sicilia). Appena tre chilometri di mare, laddove è più facile unire il continente con la Trinacria, per dire che tutto è possibile, anche sfidare Scilla e Cariddi, le correnti mostruose dello Stretto, o restare impigliato nella rete delle sirene. Ma se questo è possibile per atleti disabili, allora ogni giorno è possibile compiere un gesto di solidarietà: donare sé stessi attraverso una goccia di sangue.

A fianco dei donatori di sangue Fidas anche alcuni atleti, campioni nello sport e nella vita. Roberta Cogliandro, campionessa italiana di nuoto paralimpico, Anna Barbaro, nuotatrice non vedente, Giusy Versace, unica atleta con amputazione bilaterale e in corsa per Londra 2012, Francesco Vespe, atleta carabiniere con sette ori alle spalle e Nicola Bolzonello, già sul podio alla Coppa del mondo sui 10 chilometri in Brasile/Messico e campione italiano di nuoto in acque libere.

In rotta Verso Sud

Pubblicato luglio 25, 2012 da jennycanzonieri

I romani lo chiamavano “mare nostrum”, noi oggi parliamo di bacino del Mediterraneo, ma in qualunque modo lo si definisca il mare è sempre uguale a sé stesso. Immutabile, fermo eppure mosso, culla ma anche abisso di morte, ponte fra i popoli e via di invasioni, il mare ha sempre affascinato il cinema. Fonte di ispirazione poetica, perché conserva in sé il germe del mito e la storia dei Sud lo ha attraversato interamente. In lungo e in largo, il mare ha qualcosa da dire, e anche nel suo infinito silenzio non smette di cantare. Così il mare è suggestione, panorama di molti film  che parlano di immigrazione, che bucano da vicino la realtà oggettiva del Sud eppure ne colgono la forza creativa, un’indole generatrice sempre di cose nuove.

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Giunto alla sua terza edizione, il Festival del cinema mediterraneo, più noto come rassegna “Verso Sud”, ha preso il via lo scorso 25 luglio nell’arena Neri dello spazio Catonateatro di Reggio Calabria, per narrare ancora il Sud, e con esso quest’anno, anche il mare che lambisce tante esistenze. Con la direzione artistica affidata come di consueto a Nicola Petrolino, esperto emerito di cinema mediterraneo, di cinema impegnato e più spesso fuori dai canoni commerciali, il programma di “Verso Sud” si compone di tante pellicole inedite, ma ha aperto i battenti con la comicità di Ficarra e Picone, dal film “Anche se è amore non si vede”, e si concluderà con un film storico. “Kaos” dei fratelli Taviani, infatti, chiuderà la kermesse lunedì 27 agosto, con un omaggio anche a Pirandello.

Per prendere visione del programma basta cliccare sul seguente sito: http://www.catonateatro.it/home.php

L’appetito vien sul bus

Pubblicato luglio 24, 2012 da jennycanzonieri

Ingegnoso: cibo e cultura a spasso! Un’altra invenzione alla bolognese ci promette un autunno divertente. Al ritorno delle vacanze avremo una sorpresa: il ristobus! Ovvero il ristorante viaggia sul bus.

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Dal 18 settembre dunque, si farà a pugni per salire sull’autobus, sedersi e mangiare cogliendo gli scorci più belli di Bologna. “Aire” questo il nome del più tipico ristorante on the road, che da seguito alla filosofia dei quattro elementi: acqua, terra, fuoco e aria. Infatti, “Aire” nasce dopo “Agua”, altro locale rinomato di via Saragozza, dove l’armonia fra uomo e ambiente è rappresentata anche dall’uso di materiali di scarto e riciclo per l’arredamento.

Gli interni di “Aire” seguono il medesimo stile, con saccheggiamenti nei mercatini di turno, anche se si tratta di un vero e proprio autobus dell’azienda trasporti bolognese dismesso, poi donato alla creatività di quattro giovani imprenditori.

La novità ovviamente non è legata soltanto alla location inusuale; infatti la cena in autobus prevede un cambio di menù secondo la stagione e altre improvvisate che via via prenderanno corpo nel corso dell’esperienza, come aperitivi rinforzati e portate assolutamente vegetariane. Insomma un’idea suggestiva che tenta di soddisfare tutti i nostri sensi più immediati. Le prenotazioni sono affidate ad un numero telefonico attivo dal 1 settembre.

E per adesso l’appuntamento è alle 19 a piazza di Porta Saragozza.

Una voce a Sud

Pubblicato settembre 6, 2011 da jennycanzonieri

Della manifestazione se n’era parlato a marzo. Nel senso che le cinque realtà teatrali nate all’ombra delle due torri in questi anni di sperimentazioni, avevano pensato di avviare una rassegna, che potesse valorizzare il rapporto fra due sponde del Mediterraneo: quella italiana e quella africana. Così, Teatro del Pratello, Tra un atto e l’altro, Teatrino Clandestino, Medinsud e Lalage Teatro, da sempre attente al valore civile e sociale dell’arte teatrale, mettono insieme le forze per “Riva Sud Mediterraneo”, cinque serate in programma ed una dedicata al teatro – danza fuori programma. Un ingresso di soli cinque euro, un contributo minimo, per uno spettacolo di ottima qualità e per una kermesse davvero impegnata.

La manifestazione si è svolta, non a caso, nel cortile della sezione dei Servizi della Giustizia Minorile, sito a via del Pratello a Bologna, zona “non semplice” e punto di riferimento alternativo che risale ai movimenti del 1977, quando da queste parti campeggiava la storica sede di Radio Alice.

“Riva Sud Mediterraneo” è stata una rassegna di sguardi e pensieri e parole e voci e immagini. Un teatro aperto su quel mare nostrum, che oggi più che mai, è luogo di rivoluzione, liberazione, azione da parte dei popoli orientali.

In scena, accompagnate dalle musiche di Medinsud, le voci di Angela Malfitano, Francesca Mazza, Luciano Manzalini, Maurizio Cardillo e Fiorenza Menni. Le serate, di volta in volta, sono state introdotte dalle riflessioni di Luca Alessandrini, Tahar Lamri e Gianni Sofri.

Gli autori presi di mira per una riflessione e una interpretazione profonda, sono stati: Kaled Al Khamissi (Voci dei Taxi del Cairo. Il Cairo. Oggi); Ala Al Aswani (Voci da un Palazzo. Il Cairo. 2002); Assia Djebar (Voci di donne. Algeri. Fine Novecento); Nagib Mahfuz (Voci di vicoli. Il Cairo. Novecento); Paul Bowles (Voci dal deserto. Tangeri. Novecento); Elias Canetti (Voci ignote di Marrakech. Echi di viaggio. Anni ’50).

Per tutte le curiosità www.teatrodelpratello.it

Lirismo e sound mediterraneo alla prima del Roccella Jazz

Pubblicato agosto 13, 2011 da jennycanzonieri

Direttamente da Umbria Jazz, Danilo Rea e Flavio Boltro si alternano sul palcoscenico del Roccella Jazz. Con l’antica fortezza del castello Aragonese alle spalle e una platea elettrizzata, a Reggio Calabria si inaugura la kermesse 2011. Da trentuno anni sulla cresta dell’onda, la manifestazione dimostra ancora una volta di avere un’anima eclettica e internazionale. Il passaggio di scena, infatti, appartiene ad Al Di Meola.

Ma andiamo con ordine, perché la serata d’apertura segna un altro momento importante per “Opera”. Il nuovo di disco di Rea e Boltro, incarna la tradizione lirica italiana e la mette a confronto col migliore jazz. Rea, romano d’origine, infatti non è allettato dai canoni nord americani, quanto piuttosto dal melodramma italiano. Trovano così spazio, nell’esibizione del 12 agosto, Puccini e Bellini in particolare. Ma non è la prima volta che Rea ricorre ai maestri classici, già nel 2004 aveva pubblicato “Lirico” e nel 2010 aveva vinto il premio come miglior pianista dell’anno al Top Jazz, grazie al concorso indetto dalla rivista Musica Jazz, per la sua performance “A tribute to Fabrizio De André”. Questa volta satura l’atmosfera, grazie anche all’incredibile feeling col trombettista Flavio Boltro, con i vari “Barbiere di Siviglia”, Guglielmo Thell”, “Casta Diva”. Ed è un successo grandioso, che deve soprattutto alla tecnica, all’arrangiamento e all’innovazione che garantisce il jazz.

In seconda battuta Al Di Meola. Statunitense, ma di origini italiane, Al Di Meola vanta una lunga carriera iniziata nel 1976 con “Land of the Midnight Sound” e le numerose collaborazioni con i più grandi musicisti dell’ultimo secolo. Meola e il suo “furor jazzistico”, sono accompagnati da “New World Sinfony”. È la nuova formazione di Meola, una tra le migliori, come ha sostenuto lui stesso durante un’intervista: all’attivo Peo Alfonsi, guitar numero due, Fausto Beccalossi, accordion e Peter Kaszas drums.

Cento minuti di spettacolo e un triplo bis, il mito della chitarra non consoce segreti in fatto di acustica o di suoni elettrici, e tiene incollato il pubblico stretto sotto il palcoscenico. La qualità musicale è di altissimo livello, si fondono insieme perizia tecnica, unicità compositiva e modalità espressive disinvolte. Al Di Meola è in grado di imporsi con straordinaria noncuranza, come se la chitarra fosse una propria estensione e come se la scena gli appartenesse da sempre. Esploratore del genere jazz, e precursore, la sua musica è un’avanguardia continua che richiama a sé, la world music, il tango nuevo rubato a Piazzolla, il flamenco, le ascendenze brasiliane, la musica africana e medio orientale, e ovviamente il jazz alla Di Meola, che ama adagiarsi sulla cultura mediterranea.

 

Magna Gaecia Teatro: Cassandra sotto le stelle di Reggio

Pubblicato agosto 13, 2011 da jennycanzonieri

Il risvolto morale di Cassandra prende forma attraverso un mimato gioco di voci e canti e atmosfere effervescenti, tra gli anni ’20 e il tempo del ricordo. Il flusso di coscienza diviene il filo conduttore di un messaggio/interpretazione, che passa attraverso il filtro noncurante della storia, l’analisi percettiva di una intellettuale che ha saggiato il nazismo e ha vissuto male la Berlino del dopoguerra.

Cassandra, l’anti – eorina del femminismo barbaro si nasconde dietro le pieghe scenografiche di uno spettacolo inusuale. “Respiro – Concerto fisico per donne in acqua” per la regia di Michela Lucenti e con Ambra Chiarello, Teresa Timpano, Emanuela Serra, Gianluca Pezzino e la stessa Lucenti nei panni di Christa Wolf. L’opera è andata in scena nella cornice del Castello Aragonese di Reggio Calabria.

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Assoluto silenzio

Pubblicato agosto 10, 2011 da jennycanzonieri

Qualche tempo fa, con la voglia di ingannare il tempo, ho cominciato a sfogliare uno di quei giornali al femminile, che ultimamente hanno fatto progressi arricchendosi di news e servizi interessanti. Parlo di “A”, molto più sui generis della solita rivista femminile. Tra i suoi collaboratori trovano spazio Marco Travaglio e Mario Giordano. Ed è proprio su quest’ultimo nome che mi voglio soffermare. Il “grillo parlante” questa volta mi ha colpito perché nella sua usuale rubrica intratteneva un argomento del quale, da un anno a questa parte, non si è affatto parlato. Lo stesso Mario Giordano in apertura spiega che di suicidi non bisognerebbe parlare. Un modo per evitare un’ingrata emulazione. Ma non è questo il punto, perché in questo caso, il fatto grave, avrebbe dovuto essere strombazzato, malgrado la tragedia, e invece è finito nel dimenticatoio, tradendo ancora una volta chi ha pensato che con un gesto così estremo, si potessero scuotere le coscienze. Oltre che le lobby di potere dentro l’università italiana. Quel sistema di baronaggio che né la politica passata, né quella futura, né tantomeno questo insulso governo di ladri e puttane raccomandati, ha voglia di estirpare.

Sulla lapide c’è scritto Norman Zarcone, 27 anni, laureato in filosofia con 110 e lode, due volte; dottorando in filosofia del linguaggio all’Università di Palermo, volato dal settimo piano dell’ateneo nel settembre 2010. E’ quasi passato un anno, e adesso che mi è venuto sotto gli occhi il foglio strappato da quella rivista femminile, mi è sembrato un dovere necessario ricordarlo così. Perché nessuno, ma proprio nessuno, in questo anno che sta per chiudere la sua parabola estiva, si è preoccupato del perché di un tale suicidio. Dai soliti talk show di grido, non abbiamo avuto nemmeno una parola.

Troppo scomodo anche nella morte, come tutti i “bravi”, Norman Zarcone decide di prendersi la libertà di morire in una società che non ti da la libertà di scegliere il lavoro, che non ti da la libertà di fare ciò che ami, che non ti permette il libero sfogo delle passioni, che non da la libertà del merito, che non ti da la libertà di costruire il futuro, né di fare progetti di famiglia o di crescita professionale. Norman ha scelto la stabilità della morte di fronte alla precarietà dell’esistenza e di una generazione che sembra non avere speranza. Come potremmo giudicarlo ? Io dico, giudichiamo noi stessi, che stiamo a guardare, che scarseggiamo di coraggio, di quell’audacia che ci permetta ora di schiodarci dalle sedie e riprenderci la libertà. Sulle piazze, per le strade, dalla rete, sui giornali, dalle radio, in corteo, dietro le porte dei ministri, nelle aule, non dico che sia facile né che non ci sia qualcosa da perdere, ma i modi ci sono. Pur di scrollarsi di dosso questa sordida indifferenza democratica.

A spasso fra i borghi calabresi

Pubblicato agosto 10, 2011 da jennycanzonieri

E’ un piccolo paese pre – aspromontano, ma racchiude, a partire dal nome che gli è stato imposto, tutta l’essenza della grecità. Quella grecità portata dai coloni, con tutta la nostalgia e la contaminazione che ne è derivata, una volta che la Magna Grecia è divenuta una realtà, forse superiore alla madrepatria.

Podargoni, piccolo borgo greco calabro distante 26 chilometri da Reggio Calabria, si estende “ai piedi del monte”, come suggerisce l’espressione greca racchiusa nel suo nome. Il Marrapà, e in parte sulla sponda sinistra del torrente Gallico. Solo una frazione, a cui la posizione geografica ha regalato il nome e anche uno splendido ecosistema naturale. Da pochi anni, il paese è stato dichiarato Borgo Medievale, per la sua importanza storica e ambientale; una piccola perla del Sud più nascosto, la cui riqualificazione passa anche da un’opera pubblica come l’arteria stradale Gallico – Gambarie. Per favorire la conoscenza di luoghi come Podargoni, ogni anno il DEAFest (www.deafest.org), Festival della Natura, della Cultura e delle tradizioni della Vallata del Gallico, decide di utilizzarli come location per l’arte, dalla musica etnica alla degustazione locale.

Il prossimo 16 agosto Podargoni sarà interessato dalla manifestazione “Labirinti: l’autenticità nell’arte di strada”, a cura dell’associazione culturale Nonsense (www.nonsense.biz).

A partire dalle 19, le vie del Borgo saranno invase dal “Mondo dei cantastorie”, un magico racconto di voci e volti di e con Nino Racco, in un misto di ricerca filologica e divertimento. Spazio anche alla mostra itinerante per le vie del Borgo Antico “Zoonalterata”, operazione che unisce la fisicità degli ambienti e le azioni creative sotto la direzione artistica di Angela Pellicanò – Techné e Francesco Scialò. Infine, dalle 21:30, nella piazza, un momento di enogastronomia a kilometro zero con prodotti della Vallata del Gallico, a cui farà seguito “La Mescla”: percorso di ri-apprendimento musicale sul campo, imparato direttamente dai musicisti incontrati suonando per strade, mercati, campagne. Slovenia, Bosnia- Erzegovina, Kosovo, Croazia, Ungheria, sono le periferie di partenza da cui prende voci il contagio musicale, dai Balcani al Mediterraneo.

Arriva così al DEAfest un gruppo che propone i suoni delle culture tradizionali del sud e del Mediterraneo, e la cui matrice consiste nella circolarità, la ripetizione, la dilatazione dei tempi in funzione della festa e della danza, la ricerca della spirale magica che avvolge insieme musicisti e danzatori. 

Trentuno volte Roccella Jazz

Pubblicato agosto 8, 2011 da jennycanzonieri

Nel clima rovente della settimana ferragostana, fioccano le iniziative e le manifestazioni decennali. Imminente perciò, uno degli appuntamenti più attesi del panorama jazzistico internazionale. Il Roccella Jazz 2011 compie trentun’anni, ma i tagli al settore rischiano di fargli vivere una morte lenta e immeritata. Troppo giovane per lasciare il posto ad un altro vuoto musicale, il festival della cittadina jonica calabrese, apre le danze il 12 agosto nella piazza del Castello Aragonese di Reggio Calabria, con Al Di Meola. Si concluderà il 20 agosto con “Piovani dirige Piovani”.

Quali le novità ? Per una kermesse, che non ha mai deluso le aspettative del suo sofisticato pubblico, e che ha fatto infiammare persino i profani del jazz, le novità stanno nelle undici produzioni originali e nelle due prime nazionali e nei convegni dedicati alle figure musicali oltre che alla musica in sé. Ma fintanto che può, il Roccella Jazz by Rumori Mediterranei ci mette del suo, dando spazio soprattutto alle nuove generazioni, quelli che il festival dovranno sudare per organizzarselo, vista la poca considerazione per la cultura. Discriminazione ideologica, che colpisce, ad oggi, non solo il Roccella Jazz, bensì tutto il settore, dalla musica al teatro al cinema.

Tornando all’evento, dunque, anche le orchestre sembrano trovare una rinnovata gloria. Si esibiranno l’Orchestra dei fiati di Delianuova scoperta da Riccardo Muti e l’Orchestra dei Conservatori italiani diretta per l’occasione da Nicola Piovani.

Si continuerà con Luca Aquino, Stefano Di Battista, Rita Marcotulli, Danilo Rea, Davide Riondino. E questi sono solo alcuni italiani. Ma poi ci sarà spazio per ascoltare anche Lars Danielsson, Cyro Baptista, Ahmad Jamal, Marvanza Reggae Sound. Qui di seguito il programma su http://www.roccellajazz.net/

Quanto al futuro del Roccella Jazz, ci auguriamo che la qualità dell’arte a portata di mano, possa risvegliare, in chi fa politica, una certa pietas verso un’Italia “in-attesa” che perde pezzi strada facendo, e quel certo senso di dignità, per tornare ad essere il Paese del sole dove si promuove la cultura, la ricerca, i nuovi talenti.

 

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